Mostra Gek Tessaro - Comune di Fusignano

Vai ai contenuti principali
 
 
Percorso: Home - Mostra Gek Tessaro  

Mostra Gek Tessaro

COMUNICATO STAMPA

Fusignano, 10 aprile 2014

Mercoledì 18 aprile alle 10.30 al centro culturale “Il Granaio” di piazza Corelli 16 a Fusignano sarà inaugurata la mostra personale di Gek Tessaro.

Nato a Verona nel 1957, maestro d’arte, Gek Tessaro è autore e illustratore di libri per bambini. Autore poliedrico si muove tra letteratura per l’infanzia (ma non solo), illustrazione e teatro. Dal suo interesse per “il disegnare parlato, il disegno che racconta” nasce “il teatro disegnato”. Sfruttando le impensabili doti della lavagna luminosa, con una tecnica originale, dà vita a narrazioni tratte dai suoi testi. La sua capacità di osservazione e di sintesi si riversa in performance teatrali coinvolgenti ed efficaci. Ha collaborato con diverse case editrici e i suoi libri hanno ottenuto importanti riconoscimenti. Presenta regolarmente spettacoli in teatri, scuole e biblioteche in tutta Italia.

La mostra rimarrà allestita fino a sabato 3 giugno e sarà aperta al pubblico il sabato dalle 15 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Domenica 20 aprile chiuso. Per visite su prenotazione, contattare l'URP del Comune di Fusignano, telefono 0545 955653. Per maggiori informazioni su Gek Tessaro è possibile consultare il suo sito personale www.gektessaro.it.

AUTOPRESENTAZIONE DELL’ARTISTA:

Non posso dire di essere stato un bambino particolarmente intelligente però una cosa l’ho capita fin da subito e cioè che gli adulti sapevano fare un sacco di cose, male magari, ma le sapevano fare. Io no: non sapevo stare a tavola, lavarmi, leggere, non sapevo pettinarmi e nemmeno allacciarmi le scarpe ed ero, in sovrappiù, ignorantissimo. Data l’età, ciò era anche logico ma sentivo frustrante il sapere di non sapere niente. La faccenda, insomma, mi era risultata chiara fin da subito: la lotta era impari, io ero una nullità e la natura non mi aveva nemmeno concesso quelle armi strategiche minime di cui godono perfino gli animali più insulsi, vedi la seppia o il verme di terra. Occorreva dunque trovare una soluzione, qualcosa che mi potesse proteggere e una zona franca, protetta, l’ho trovata con il disegno. Rompevo un vaso? Facevo alla svelta un disegnetto, copiavo un cavallo dall’enciclopedia, lo coloravo di marrone, e quando arrivava mio padre in collera, coi cocci del vaso in mano, per chiedere spiegazioni, guardava il disegno e mi perdonava. Diceva: "Questo ragazzo è un assassino ma sa disegnare". Una volta ho acceso un fuoco sul terrazzo, la fiamma si è allungata, si è allungata, fino a lambire il bucato della vicina del piano di sopra. Poco dopo, quella signora si precipitò in casa mia, la sua faccia paonazza era del tutto simile alla gonna bruciata che teneva in mano. La sua intenzione era di coprirmi di insulti ma si fermò al primo. Domandò a mia madre: "Ma questo cavallo, l’ha disegnato lui?". "Sì", le confermò mia madre e aggiunse scuotendo la testa in tono comprensivo: "Me ne combina di tutti i colori ma è bravo nel disegno". "È bravo parecchio", confermò la vicina. "Non è, per caso, che potrebbe disegnarne uno anche per me?". In quel periodo disegnavo molti cavalli, molti davvero. Le mie insegnanti di matematica e francese, nelle cui materie non sarei mai arrivato a rimediare un sei, si portavano a casa ritratti di quei quadrupedi in tutte le salse e pose. All’esame di licenza media, gli insegnanti quasi si dimenticarono di interrogarmi: mi facevano i complimenti per la prova di educazione artistica. Il professore di scienze si provò perfino a stabilire la razza degli equini che avevo ritratto: "Sono dei purosangue inglesi, non è vero, Tessaro?". Annuii anche se non sapevo di che cosa diavolo stesse parlando. So per certo, peraltro, che il titolo del compito era "Case di periferia". Oggi sono un adulto e qualcosa, qua e là, l’ho imparata. Non disegno più cavalli e se lo faccio non è più per legittima difesa. Lavo-ro coi bambini e tento di ricordarmi il disagio che si può provare a quell’età. Tento perciò di misurarmi con loro solo dopo aver piegato le ginocchia per trovarmi così alla pari. Non divento più piccolo per questo: a 60 centimetri da terra si muovono pianeti sconosciuti e inimmaginabili. Racconto storie con il disegno e so che è un privilegio perché quello di raccontare è il più bel mestiere del mondo.

UFFICIO STAMPA

Unione dei Comuni della Bassa Romagna

Tel. e fax 0545 34898

Mail ufficiostampa@unione.labassaromagna.it

 

Come fare per

 
 

Servizi per fasce di età e interesse