Fusignano da scoprire - Comune di Fusignano

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Fusignano da scoprire

 

  • Itinerario " Storico - Culturale "
  •  km  3 circa tempo  25 min.

Partiamo dalla piazza Corelli, sullo sfondo la Chiesa del Pio Suffragio - Tempio dei Caduti (1753). Ci incamminiamo verso la Piazza Armandi dove fa bella mostra la maestosa facciata della Chiesa Arcipretale di S. Giovanni Battista, progettata dall'architetto Alberto Legnani (1952).In fondo a via Padre Agostino si percorre a destra via Viola fino al vicino Oratorio del Santissimo Crocifisso (1677).Percorriamo tutta via Viola e viale Garibaldi fino al semaforo con via Severoli che conserva nella sua quiete l'Oratorio dell'Angelo Custode (1732). Nell' oratorio riposano le spoglie del generale Filippo Severoli (1767) il cui riposo sembra ancora oggi vigilato dai monumentali platani (Platanus Orientalis)  a candelabro, che anche un tempo ornavano l'omonima Villa.
Tornando indietro in corso Emaldi vediamo l'edificio dell' ex Orfanotrofio delle Fanciulle (1796) oggi Casa di Riposo; svoltando a destra si percorre il giardino interno e si giunge in via Vittorio Veneto.
Ora percorriamo via Vittorio Veneto fino all'incrocio con via Leardini, dove sorge l'edificio ex sede dell'asilo infantile voluto dal grande bibliofilo fusignanese Carlo Piancastelli, oggi albergo e ristorante.Via Leardini ci accompagna fino a corso Emaldi, svoltando a destra il porticato dell'edificio dove un tempo sorgeva la casa natale del generale napoleonico Pier Damiano Armandi (1778) ci accompagna alla via Piancastelli .Appaiono a sinistra le facciate della ex Casa del Fascio e del Palazzo Comunale, mentre a destra ci attende il giardino che vide splendere il Palazzo Piancastelli, andato distrutto in seguito agli eventi bellici del 1945 e del quale si ammira una parte delle mura di cinta.
Da via Roma si raggiunge piazza Emaldi, dove uno splendido esemplare di Spino di Giuda (Gleditsia Triacanthos)  residuo dell'antico Bosco dei Calcagnini ci mostra le sue fronde. Nella vicina via Monti ammiriamo la facciata neoclassica del Centro Culturale S.Rocco e la Madonna in ceramica di Angelo Biancini.
Ritornando in Piazza Emaldi e attraversando i giardini pubblici, in cui austeri alberi fanno da cornice al monumento dei Caduti (1958) opera che l'architetto Alberto Legnani volle aliena da " retoriche esaltazioni figurative ", giungiamo in via Matteotti.Sullo sfondo all'incrocio fra via Tasselli e Viale Garibaldi appare la Cà Negra  del Bosco di Fusignano i un tempo abitata dal custode del Bosco dei Calcagnini andato purtroppo completamente distrutto con gli eventi bellici dell'ultimo conflitto.In fondo a via Tasselli percorrendo la via F.lli Faccani ci attende il verde del Parco "Generale C.Primieri", che accoglie le sculture dell'artista contemporaneo Guglielmo Massacci.Via Turati e via Teatro ci conducono in Piazza Calcagnini ad ammirare l'urna votiva attribuita alla scuola del Canova che ornava il parco della splendida Villa Calcagnini della quale rimane l'edificio di via Cesare Battisti n.20.
A due passi, in Piazza Corelli si conclude questo piacevole itinerario dopo avere ammirato nel cortiletto interno della Piazza l'edificio della Biblioteca Comunale "Carlo Piancastelli".
 
 

  • Itinerario naturalistico
  • " Conoscere e proteggere i nostri alberi "
  •  km ..5,5 circa tempo  30 min.

Partenza dal giardino Piancastelli dove un tempo sorgeva l'omonimo splendido palazzo del grande bibliofilo fusignanese Carlo Piancastelli.
Attraversando via Roma si giunge in Piazza Emaldi, dove un esemplare di Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos ) residuo dello splendido parco della Villa Calcagnini e di una robinia (Pseudoacacia)  precedono di poco l'alberatura dei giardini pubblici. Nei giardini troviamo esemplari di farnia (Quercus Robur ), di platani (Platanus  Orientalis ), di robinie (Pseudoacacia ), di pini (Pinae ), di lecci (Quercus Ilex  ), e nel vicino giardino S.Rocco dimorano alcuni tassi (Taxus Baccata) .Proseguendo per via S.Barbara, giunti al semaforo, svoltiamo a destra in viale Garibaldi. Nell'area a sinistra appaiono un esemplare di olmo (Ulmus Minor ) e un acero campestre (Acer Campestre ).
Per chi volesse proseguire in via S.Barbara, all'incrocio con via Camminello troverebbe alcuni pioppi bianchi (Populus Alba ).Dal viale Garibaldi si prosegue in via Molino e all'incrocio con via Ex Tramvia si incontra Il Molino di Fusignano detto anche dei Calcagnini, che esisteva fin dalla prima metà del trecento e fu citato nel 1465 nell'atto di infeduazione al Conte Teofilo Calcagnini.
Costeggiando l'argine destro del Canale dei Molini ci appare la dimora di due farnie (Quercus Robur ). Più avanti, a sinistra, sorge l'area destinata a Bosco dove è stato di recente piantumato un terreno con farnie, aceri campestri, pioppi bianchi, frassini ecc.
Il progetto complessivo prevede la ricostruzione del vecchio bosco planiziale di Fusignano su un'area di diversi ettari di terreno.Proseguendo, l'argine destro del canale ospita: pioppi cipressini (Populus Nigra ), platani (Platanus Orientalis ) e farnie ( Quercus Robur ).Se percorriamo via Romana con direzione Maiano, e oltre l'incrocio con l'omonima provinciale in via Varolo appare la suggestiva zona delle "Cave ".La zona di proprietà privata, riconosciuta dalla Regione di particolare interesse naturalistico, è adiacente alla vecchia Fornace di Maiano.L'area delle "Cave " è costituita da un bacino di circa quattro ettari, circondato da una lingua di terra ove si trovano alcune piante tipiche del nostro territorio; il pioppo nero, il pioppo bianco, l'olmo campestre, la robinia , la farnia.
Proseguendo per via Sordina fino a via Cantagallo, svoltando a destra al semaforo di via Dei Martiri diversi esemplari di Tiglio (Tilia Sp. ) precedono di poco via Severoli, dove si conclude questo itinerario ammirando quindici splendidi platani (Orientalis ) a candelabro, unici sopravvissuti del " parco - bosco " della distrutta Villa Severoli.
Volendo prolungare l'itinerario, magari con una passeggiata rilassante sull'argine del fiume Senio, troveremmo alcuni esemplari di :
Pioppo bianco (Populus Alba),
via Fiume al di Sotto, 31
Farnia (Quercus Robur ),
via Canale Inferiore, 3
Farnia (Quercus Robur ),
via S.Biagio, 11
Gelso (Morus Alba di circa 150 anni)  via Porto (proprietà Foschini)
Paulonia (Paulownia Tomentuosa)
via Breda (dietro la Villa Monti)
Tiglio (Tilia Cordata)
via Maiano (Parco Villa Monti)
Bagolaro (Celtis Australis )
via Pratolungo, 15 (margine aia).
 

  • Itinerario Archeologico nella campagna Fusignanese
  • " Alla scoperta del ' Castrum Donigallia' e dei porti delle valli "
  • km .17,5 tempo .1h 35min.

Partendo dalla piazza Corelli sullo sfondo la facciata della Chiesa del Pio Suffragio - Tempio dei Caduti, percorriamo la via Monti e proseguiamo lungo la direttrice che porta a Maiano Monti. Sul limitare del centro abitato, sul Canale dei Molini, sorge Il Molino di  Fusignano  detto anche dei Calcagnini.
L'opificio si trova all'incrocio del canale con la via che da Fusignano conduce direttamente alla frazione Maiano Monti. Esistente fin dalla prima metà del trecento, fu citato per la prima volta nel 1465 nell'atto di infeduazione di Fusignano al Conte Teofilo Calcagnini da parte di Borso d'Este. Un percorso antico così come antiche sono le direttrici che servono il paese: la via Quarantola o del Mercato di Lugo, la Via Cocorre e la via Del Porto che correndo a destra del canale lo collegava alle valli.
L'attuale via Ex Tramvia ci accompagna, costeggiando l'argine destro del Canale dei Molini, in via Romana, dove in un quadrato di circa 160 metri di lato, oggi terreno agricolo sorgeva il borgo fortificato di Donigallia  con la Chiesa di S. Maria in Cocorre.L'area si estende tra le vie Cocorre (di Fusignano) Romana e l'argine sinistro del Canale dei Molini, che nei catasti locali del secolo XVI corrisponde al numerale romano, della centuriazione lughese, quadraginta, secondo un sistema di numerazione bustrofedico.A poca distanza da Donigallia  verso ovest, già in territorio di Lugo, si può ammirare il sito dell'antica Pieve di S. Giovanni at Liba  e del contiguo villaggio di Liba  ( forse il Pagus  Padinates  citato da Plinio) che insiste sull'asse della vecchia fossa del Canalvecchio che terminava al Porto di Liba .
A seguito di violente innondazioni, la più grave delle quali avvenne nel 1250, il Borgo di Donigallia  andò in decadenza e fu progressivamente abbandonato a favore del luogo attuale più sicuro perché sensibilmente più alto rispetto al livello medio del suolo.
Lasciamo via Romana, proseguiamo per la via S.Lucia, dove un tempo sorgeva in prossimità della via Ganduzza una chiesetta a devozione di S.Lucia, fatta costruire dalla famiglia Corelli nel 1630 in sostituzione di un oratorio del 1494.Continuando per via Maiano si giunge all'incrocio con via Canalvecchio, dove sorge una cappella votiva che accoglie una splendida immagine di Madonna in ceramica dell'artista faentino contemporaneo Goffredo Gaeta. Svoltando a destra in via Canalvecchio si prosegue costeggiando l'omonimo canale.
Il Canalvecchio fino ai primi decenni del secolo scorso consentiva la navigazione fluviale ed aveva all'incrocio con la via Breda un importante porto sulle valli (Porto di Liba ) , con la Chiesa della Madonna di Runzi un'Osteria ed un Molino andati completamente distrutti.
Per gli appassionati di volo a circa 200 metri sorge il campo di volo per ultraleggeri del G.S. Avioclub " Lyra 34 "
Percorriamo le vie Breda, S.Biagio e Pistola fino a giungere in Via Pratolungo, dove al civico n.11 (direzione Alfonsine) sorge la Casa del Porto di Fusignano  . Ricostruita in diversa forma, si erge sullo scolo Menata un tempo Menata del  Porto di Fusignano.
Ritornando sui nostri passi e percorrendo la via Cantagallo con l'approssimarsi del centro abitato si conclude questo itinerario dopo avere ammirato: l'Oratorio S.S Annunziata ( Sepulcrum Gentis Piancastelli ), dove dal 22 febbraio 1938 riposano le spoglie del famoso bibliofilo fusignanese Carlo Piancastelli e il Cimitero Monumentale (1842) opera dell'architetto faentino Pietro Tomba.

  • ITINERARIO
  • " Chiese ed Oratori di Fusignano "
  •  km .15,5 tempo  1h 20min

Partiamo dalla piazza Corelli, sullo sfondo sorge la Chiesa del Pio Suffragio - Tempio dei Caduti (1753), ci incamminiamo verso la piazza Armandi dove fa bella mostra la maestosa facciata della Chiesa Arcipretale di S. Giovanni Battista, progettata dall'architetto Alberto Legnani (1952).
In fondo a via Padre Agostino si percorre a destra via Viola fino a giungere all'Oratorio del Santissimo Crocifisso (1677). Percorriamo tutta via Viola e viale Garibaldi fino al semaforo con Via Severoli, che conserva nella sua quiete l'Oratorio dell'Angelo Custode (1732) nel quale riposano le spoglie del generale Filippo Severoli (morto nel 1767). Il suo riposo sembra ancora oggi vigilato dai sontuosi platani (Platanus Orientalis)  a candelabro, che un tempo ornavano il Parco della Villa Severoli.
Attraverso Via Cantagallo, oltre il cimitero monumentale, opera dell'architetto Pietro Tomba di Faenza, si giunge all'Oratorio S.S. Annunziata, dove dal 22 febbraio 1938 riposano le spoglie del grande bibliofilo fusignanese Carlo Piancastelli.
La famiglia Piancastelli scelse di destinare a mausoleo privato questa piccola chiesetta "alta e colla volta a soffitta", voluta da Don Gianpaolo Ballirani nel 1690, il quale trovandola "gravemente disagiata e bisognosa di riedificazione" provvide alla necessaria ristrutturazione.
Proseguiamo per via Cantagallo fino all'incrocio dove sorge la Cà Rossa.  Da qui inizia via S.Savino, percorrendola con direzione Alfonsine giungiamo alla Chiesa di S. Savino.
La struttura originaria della chiesa risale probabilmente al V secolo, completamente riedificata nel 1950 dall'architetto ravennate Renzo Strumia.
A destra dell'ingresso si trova il sarcofago di S. Savino.
Il sarcofago, databile verso la metà del V secolo d.C., è in marmo, di grandi dimensioni e peso, decorato sui tre lati; ha la forma di cassa coperta con tetto a embrici e antefisse.
Di fronte si ammira il monogramma costantiniano, adorato da due agnelli posti davanti a palme dattifere. Al fianco destro del sarcofago due pavoni si refrigerano a un vaso di acqua; al fianco sinistro, due colombe su tralci di vite adorano la croce.
In ambedue i frontoni, due pavoni in adorazione esprimono salvezza e contemplazione di Dio nell'altra vita.
Non è storicamente provato che il sarcofago abbia contenuto il corpo di S. Savino martirizzato. E' certo che Astorgio II Manfredi nel 1443 asportò dal sarcofago i resti umani creduti del santo, portandoli a Faenza, dove sono raccolti in una sontuosa cappella del Duomo.Nel contesto della scultura antico-ravennate il sarcofago di S. Savino è classificato fra i " simbolici ".
All'interno della Chiesa sono custoditi anche:il Battistero e la statua di S. Savino, opere dell'artista Raoul Vistoli, e la Via Crucis dei ceramisti Bartoli e Cornacchia di Brisighella.
La vicina via Albane ci accompagna attraverso via Nuova di Alfonsine al fondo denominato 'Paina' in via Valeria, dove i Corelli edificarono l'Oratorio di Sant'Antonio Abate, restaurato nel 1777 dal marchese Giulio Antonio Corelli, secondo forme rimaste integre fino ai disagi subiti negli ultimi anni.Prima che decadesse nelle sue funzioni religiose, all'interno dell'oratorio spiccava una tela di Sant'Antonio Abate, ora in una raccolta privata, siglata dallo stemma della famiglia committente e risalente alla seconda metà del XVIII secolo.
Rientrando in territorio fusignanese al civico 11 di via Pratolungo sullo Scolo Menata sorge, costruita in diversa forma, la vecchia Casa del Porto di Fusignano.
Raggiungiamo l'abitato di Maiano Monti percorrendo le vie Fornace Sordina e infine Marocche.Qui, all'incrocio con via Breda, sorgeva la vecchia Chiesa della Madonna del Pilaro sorta, per disposizione testamentaria di Francesco Maria Vecchi, nel 1712 e posta sotto la tutela della miracolosa ' Nuestra Senora del Pilar  ' importata da Saragozza ma venerata anche nel bolognese.
Andata distrutta dagli eventi bellici, la nuova ed attuale costruzione è stata edificata nel 1952 nelle vicinanze della via S. Lucia ed ha ereditato il titolo di Madonna del Pilaro.All'interno l'abside è ornata dai quadri di un pittore locale Bergamini, mentre è esposta una preziosa tela di S. Lucia proveniente dall'omonima chiesetta, andata distrutta, che sorgeva nella vicina via S. Lucia.In questa via, all'incrocio con l'antica via Ganduzza, nel 1630 per volere dei Corelli, venne costruita una chiesetta a devozione di S. Lucia e della Vergine in sostituzione di un precedente oratorio costruito nel 1494.Da via Ganduzza oltrepassando l'incrocio delle 'cinque vie',  attraverso via Molino si giunge nell'abitato di Fusignano. Dopo aver ammirato la splendida facciata neoclassica del centro culturale S.Rocco, e la Madonna in ceramica di Angelo Biancini si conclude il nostro itinerario in piazza Corelli.
 

 

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