12 giugno - Settimana Rossa a Fusignano - Comune di Fusignano

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12 giugno - Settimana Rossa a Fusignano

COMUNICATO STAMPA

Fusignano, 10 giugno 2014

In occasione del centenario della “Settimana Rossa” continuano a Fusignano le iniziative per ricordare gli avvenimenti storici che caratterizzarono quei giorni. Giovedì 12 giugno dalle 20, da piazza Corelli fino al Bosco di Fusignano, si svolgerà la rievocazione storica “I luoghi della Settimana Rossa”, con lo spettacolo itinerante di Simone Marzocchi e del Teatro Onnivoro di Ravenna e la partecipazione di tutti i cittadini. Il repertorio delle musiche che saranno eseguite è ispirato alle cante popolari, e sarà “restituito” l’albero della libertà al Bosco di Fusignano.

L’iniziativa segue la presentazione del libro “La libertà e il sacrilegio. La settimana Rossa del giugno 1914 in provincia di Ravenna” (Giorgio Pozzi Editore), che si è tenuta giovedì 5 giugno al centro culturale “Il Granaio”.

Il programma completo delle celebrazioni del centenario della Settimana rossa in provincia di Ravenna sono sul sito www.settimanarossa.it. Per maggiori informazioni sul programma di Fusignano, contattare l’URP al numero 0545 955653.

Le iniziative in programma a Fusignano sono organizzate dal Comune di Fusignano in collaborazione con SPI-Cgil, Pro Loco, Auser, Agis, Spazi verdi, Ruotalibera, istituto comprensivo “Luigi Battaglia” e Legambiente.

CONTESTO STORICO

La Settimana rossa fu una grande e spontanea rivolta popolare, unica nella storia del nostro Paese, che vide il coinvolgimento di tutti i partiti e i movimenti sovversivi: socialisti, repubblicani, sindacalisti rivoluzionari, anarchici e mazziniani intransigenti, uniti nel tentativo di abbattere la monarchia e le istituzioni liberali borghesi. La scintilla scaturì dallo sciopero generale di 48 ore indetto dalla Confederazione Generale del Lavoro per protestare contro l'uccisione di tre manifestanti (due repubblicani e un anarchico) nel corso di un'iniziativa antimilitarista ad Ancona, il 7 giugno 1914, festa dello Statuto. L'incendio rivoluzionario si propagò in tutta la penisola per spegnersi soltanto dopo sette giorni, tra mille polemiche e recriminazioni.

Le autorità ressero senza problemi a un urto tanto irruente quanto confuso, al quale era mancata qualsiasi forma di coordinamento politico anche nelle regioni, come le Marche la Romagna, dove le organizzazioni di sinistra erano più forti e radicate. Qui, e in modo particolare nelle campagne bracciantili del ravennate, il moto assunse comunque toni apertamente insurrezionali, con assalti alle stazioni ferroviarie, alle prefetture, ai circoli monarchici e costituzionali, alle chiese e, come nel caso di Alfonsine, persino al municipio.

Una vera e propria esplosione di entusiasmi rivoluzionari, simboleggiata dall'albero della libertà di giacobina memoria piantato nelle piazze principali di Conselice, Fusignano e Massa Lombarda. Nonostante la sconfitta subita, sembrò per qualche tempo che il “blocco rosso”, l'unione di tutte le forze sovversive, si potesse consolidare per ritentare la prova in un futuro prossimo; ma di lì a poco, con lo scoppio della conflagrazione europea, il passaggio all'interventismo del Partito Repubblicano e di numerosi altri esponenti dell'Estrema, avrebbe definitivamente seppellito ogni prospettiva rivoluzionaria.

UFFICIO STAMPA

Unione dei Comuni della Bassa Romagna

Tel. e fax 0545 34898

Mail ufficiostampa@unione.labassaromagna.it

 

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